La diocesi di Roma ha un nuovo vescovo ausiliare


È don Benoni Ambarus, finora direttore della Caritas diocesana. Originario della Romania, il nuovo vescovo, 46 anni, presbitero dal 2000, è stato incardinato nella diocesi di Roma nel 2007. 

Papa Francesco ha voluto per la “sua” diocesi di Roma un vescovo ausiliare dedicato ai migranti, alla carità e alla cooperazione missionaria: questa mattina, 20 marzo, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha annunciato a Casa Santa Giacinta la nomina di don Benoni Ambarus, originario della Romania, 46 anni, finora direttore della Caritas diocesana oltre che parroco dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Valle Muricana – la prima parrocchia romana a ricevere la visita pastorale di Papa Francesco, il 26 maggio 2013 -, che diventa titolare della sede di Tronto. L’ordinazione episcopale, nell’anno dedicato a San Giuseppe, è in programma il prossimo 1° maggio alle 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano.

«Un prete straniero, romeno romano, vescovo ausiliare a Roma! Sono scherzi del Signore e… del Papa, verso di me, che sarei dovuto rimanere in Italia solo 4 anni –  le parole con cui il nuovo presule ha accolto la nomina -. La Chiesa romena mi ha generato e formato; la Chiesa di Roma, attraverso le varie comunità con le quali si è camminato, è stata madre e maestra, nelle persone dal volto concreto di padri, madri, fratelli e sorelle. I vari ministeri sono stati scuola intensa di vita – ha continuato -. Nella mia vita, ogni nuovo incarico che mi è stato affidato è stato preceduto da una mia resistenza, quasi una lotta, con il Signore, per abbandonarmi poi a un successivo affidamento. E non posso non riconoscere che sia stata sempre una cascata di benedizioni!»

Stupore e gratitudine, dunque, nelle parole del sacerdote. «Mi rendo sempre più conto che verso di me, quella del Signore è abbondanza di misericordia – le sue parole -. Tutta la mia vita, tutta la mia storia, è avvolta da questa bontà». E la sua gratitudine va al «nostro vescovo il Papa Francesco», per la fiducia manifestata. «Sono contento di poter dedicare la mia vita al servizio al Regno di Dio, con questa peculiarità: delega per la carità, per i migranti, cioè portatori di sete e passione di vita e di desiderio di dare il meglio per se stessi e per la nostra città, non solo portatori di bisogni», ha aggiunto. Quindi, il riferimento al servizio vissuto in Caritas: «In questi anni, avendo il privilegio di vivere il ministero nella Caritas diocesana, tante volte ho detto, negli incontri e negli interventi: siamo tutti poveri, ed io sono il primo povero, cioè mancante, alla scuola del Vangelo dei poveri. Ecco – ha continuato -, ho imparato cosa significa mancante, mendicante, cosa significa gridare la preghiera e aspettare la salvezza, cosa significa credere e affidarsi. Allo stesso tempo, ho imparato da loro, veri maestri di vita, che ogni morte e caduta è garanzia di risurrezione, di salvezza».

Don Ambarus è nato il 22 settembre 1974 a Somusca-Bacau (Romania). Dal 1990 al 1996 ha frequentato, nel suo Paese, il Seminario di Iaşi e a partire dal novembre 1996 ha continuato la formazione nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove ha ottenuto il Baccalaureato in Teologia, conseguendo poi la Licenza in Teologia Dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma (2001). Ordinato sacerdote per la diocesi di Iaşi nel 2000, dal 2001 al 2007 ha esercitato il ministero sacerdotale a Roma, prima come educatore nel Pontificio Seminario Romano Maggiore (2001-2004) e poi come collaboratore nella parrocchia di San Frumenzio ai Prati Fiscali, dal 2004-2007. Nel 2007, poi, l’incardinazione nella diocesi di Roma, dove è stato prima vice parroco di San Frumenzio, dal 2007 al 2010, poi vice parroco di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae a Torre Gaia, fino al 2012. Nominato parroco dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Valle Muricana – incarico che ha ricoperto fino a oggi -, nel 2017 è diventato vice direttore della Caritas di Roma. L’anno seguente la nomina a direttore.

«Vorrei potervi dire che ora sono sereno – ha detto ancora dopo la nomina -. Ieri sera il mio cuore ha trovato la pace e la consolazione con queste parole: Non temere! Prendi con te la sposa! E anche: viene dallo Spirito Santo! Ecco – ha aggiunto – l’unica mia forza e certezza è la consapevolezza della mia debolezza: cinque pani e due pesci; il resto è tutto del Signore! Ecco, con tutti i doni abbondanti vissuti, vivo la consapevolezza che si aggiunge grazia su grazia rispetto al ministero a cui sono chiamato».

Benoni Ambarus vescovo ausiliare di Roma, De Donatis, 20 marzo 2021
Benoni Ambarus vescovo (©photogennari)

A comunicare la nomina, il cardinale vicario Angelo De Donatis, che ha illustrato la biografia di don Benoni Ambarus, inviato a Roma a studiare Teologia e poi coinvolto come educatore al Seminario Maggiore, subito dopo il 2000, fino alla scelta dell’incardinazione e al servizio pastorale come vice parroco a San Frumenzio, dove «si occupa dei ragazzi, dei giovani e delle famiglie, dell’unità mobile di monitoraggio delle situazioni dei senza fissa dimora, dell’unità di strada contro la tratta. Non è facile per nessuno – è la riflessione del vicario – incarnarsi in una realtà umana ed ecclesiale diversa da quella del proprio Paese di origine. L’esperienza personale ha reso don Ben molto sensibile alle condizioni di chi vive in mezzo a noi da immigrato in una terra straniera, alla ricerca di un lavoro e di una condizione stabile». Una porzione «enorme», l’ha definita il cardinale, degli abitanti di Roma: oltre mezzo milione di persone, pari al 12,8% della popolazione.

Nelle parole di De Donatis, «l’episcopato di don Ben è un segno concreto dell’attenzione di Papa Francesco verso questa realtà umana, in particolare verso le tante comunità cristiane cattoliche – sono più di 150 – che ogni domenica si riuniscono con il loro cappellano per la celebrazione dell’Eucaristia». Le radici sono proprio nell’esperienza del ministero in Caritas, nel quale il nuovo vescovo «ha messo a frutto la sua formazione ma soprattutto quella predisposizione a farsi vicino ai poveri, ad affermare la loro dignità, a servirli con passione», ha continuato il cardinale, riconoscendo a don Benoni Ambarus la capacità di una «lettura costante della situazione sociale della nostra città di Roma, in particolare in questo momento della storia, dove la crisi legata al Covid ha esasperato la condizione degli “scartati”». Il vicario del Papa non ha dubbi: «Il compito che attende la Chiesa di Roma, in questo tempo, è quello di annunciare con coraggio, con le parole e con le opere, il Vangelo della Carità. Don Ben ci aiuterà con il suo servizio a non “dimenticarci mai dei poveri.

 

Fonte: https://www.romasette.it  di .

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